Vettor Pisani


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Vettor Pisani

Vettor Pisani L’eroe da camera. Tutte le parole dal silenzio di Duchamp al rumore di Beuys, 1973

Omonimo di un condottiero veneto del Trecento, Vettor Pisani (Bari, 1934- Roma, 2011), la cui famiglia paterna era originaria di Ischia, amava raccontare di essere figlio di un ufficiale della Marina e di una ballerina di strip-tease: fin da questa sua biografia in parte reale in parte fittizia, riscritta “ad arte”, Vettor Pisani si presenta come una figura assolutamente unica. A partire dalla sua prima mostra, nel 1970, alla Galleria La Salita di Roma (Maschile, Femminile e Androgino – Incesto e Cannibalismo in Marcel Duchamp), e poi con la partecipazione ad alcune fra le più importanti mostre degli anni ’70, fra cui Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960-70 (1970), Documenta V (1972), Contemporanea (1973-1974), la Settimana internazionale della performance alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1977) e le otto partecipazioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972, Vettor Pisani si è progressivamente rivelato come uno dei testimoni e dei più importanti esponenti della ricerca artistica in Italia a partire dagli anni ’70, nonché un autore fra i più personali e visionari nel panorama artistico della sua generazione. Nella formulazione di provocazioni linguistiche ed estetiche e nell’esplorazione di modalità espressive rivelatesi dense di significato per le generazioni successive, la sua figura ci appare, oggi, radicalmente contemporanea, quella di un vero e proprio precursore che ha saputo unire l’investigazione concettuale all’ironia, il gioco linguistico a quello di ruolo, il mascheramento alla ricerca della verità, la grande Storia alla cronaca più triviale, il sacro al profano, l’arte del passato alle provocazioni del presente.

Estratto dal testo di presentazione della mostra Vettor Pisani . Eroica / Antieroica: una retrospettiva, a cura di Andrea Viliani ed Eugenio Viola, MADRE, Napoli, 21/12/013 – 24/03/2014