POP (Pieces of Paper) SHOW. La storia del cinema colorata a mano

s.t. foto libreria galleria, Roma
21 ottobre – 4 dicembre 2008

s.t. foto libreria galleria
in collaborazione con
Festival Internazionale del Film di Roma

presenta

POP (Pieces Of Paper) SHOW
La storia del cinema colorata a mano

 Una straordinaria collezione di migliaia di foto in bianco nero sul cinema del passato, ricolorate per i periodici degli anni Settanta

opening martedì 21 ottobre, ore 19.00
fino al 4 dicembre 2008
dal martedì al sabato 10.30-20.00 / domenica 11.00-18.00

s.t. foto libreria galleria, in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma, ospita dal 21 ottobre al 4 dicembre 2008 la mostra POP (Pieces of Paper) SHOW. La storia del cinema colorata a mano.
Il progetto nasce dal ritrovamento di un insolito archivio di immagini sul cinema del passato: una collezione di migliaia di foto in bianco e nero, destinate a illustrare la programmazione televisiva dei film sulla stampa periodica degli anni settanta, e a tale scopo ricolorate a mano.

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Rock Hudson in The Iron Man (L’uomo di ferro) 1951di J. Pevney

Realizzate ben prima dell’avvento del digitale, quando ogni intervento di fotoritocco grafico si esercitava direttamente sulla pellicola o sulla carta, queste immagini vengono proposte per la prima volta nella loro autonomia.
Ciò che oggi esse rivelano è soprattutto un involontario quanto spettacolare
effetto pop, capace di imprimersi sui più diversi frammenti -generi, volti e scenari- della storia del cinema.

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Anna Magnani in La vita è bella (1943) di Carlo Ludovico Bragaglia

Il titolo della mostra intende dunque evocare sia le forme e il repertorio tipici della Pop Art, sia la scelta di esporre, mettere in scena, una serie di inclassificabili pezzi di carta.
Il fascino immediato di tali immagini è legato anche alla vicenda della loro produzione.
Nella gran parte dei casi, certamente, non si può parlare di stampe fotografiche originali, ma piuttosto di foto rifotografate. Un’agenzia fotografica romana, la Team Editorial Services, provvedeva a replicare le immagini richieste dai rotocalchi illustrati. Quando poi non disponeva della foto vera e propria di un film, poteva far fotografare un’immagine già pubblicata altrove. La stampa così ottenuta era simile a una fotocopia, dai toni di grigio assai poco incisivi. Per poterla pubblicare a colori veniva dunque eseguito un intervento di colorazione manuale, attraverso matite a cera o coloranti all’anilina. Per questo lavoro pare siano stati ingaggiati anche degli studenti di liceo artistico.
Il risultato è la produzione su scala seriale di una moltitudine di opere uniche, migliaia di lavori anonimi che nel linguaggio specialistico verrebbero classificati come
mixed media: tecnica mista.

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The wrong man (Il ladro), 1956, di A. Hitchcock

Ogni opera crea un cortocircuito tra l’immaginario filmico -intrinsecamente narrativo- e la densità comunicativa del singolo fotogramma. L’astrazione delle immagini è poi amplificata dalla stesura del colore.
Per lo più il colore è fedele alla realtà: la pelle è color albicocca chiaro, le labbra vermiglie, i capelli biondi/castani/neri. E’ nei costumi, nelle scenografie -negli interni e negli esterni- che l’astrazione dal realismo cinematografico si fa prepotente. Ed è qui che si esprimono le inclinazioni e il gusto del singolo studente liceale: un colore steso con un tratto denso, spesso impreciso, che tende a smarginare dalla foto e punta sulle contrapposizioni tonali, echeggiando le opere pittoriche dei maestri del passato (da Monet a Matisse) e imponendosi dunque come elemento predominante dell’immagine.

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Paul newman in Il calice d’argento
(The Silver Chalice), 1954,  di V. Saville

Non mancano d’altra parte, nelle vicende dell’arte contemporanea, casi simili di rielaborazione grafico-pittorica del repertorio delle immagini cinematografiche e televisive. Basti citare il lavoro di Gianluigi Toccafondo con i film fotocopiati, o le Polaroid della TV ritoccate da Mario Schifano.

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Thunderball (Operazione tuono), 1965 di T. Young

Nella selezione delle opere esposte a parete, si è scelto di privilegiare l’originalità delle immagini nel loro esito figurativo compiuto, rispetto al potere evocativo rappresentato dalle scene dei film più noti.
Il risultato è comunque un amoroso omaggio a un bel pezzo di cinema del passato, da L’age d’or di Buñuel a Tommy di Ken Russell, passando per i film di Hitchcock e Billy Wilder, Antonioni e Rossellini, Visconti e Ferreri, Bergman e Truffaut, Fassbinder e Peter Weir, le sophisticated comedy e Il sorpasso, i grandi western e i B-movies di fantascienza. Non mancano naturalmente i ritratti di alcuni grandi attori fra cui Greta Garbo, Grace Kelly, Mae West, Humprey Bogart, Paul Newman, James Stewart, Orson Welles, Jean Gabin, Burt Lancaster, Rock Hudson, Marlene Dietrich, John Wayne, Sophia Loren, Elvis Presley, Sean Connery, Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Totò.

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L’age d’or (1930) di L. Buñuel

Una assai più ampia e articolata scelta di immagini –dove cercare quella del proprio film preferito- sarà inoltre proposta nei locali di s.t. foto libreria galleria e anche all’interno della libreria Notebook all’Auditorium Parco della Musica, che ospita dal 22 ottobre la III edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

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Dove Vai invacanza? (1978) d M. Bolognini

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