Mia Benedetta | Corpi visibili

MIA_spiaggia (22 di 24)
s.t. foto libreria galleria, Roma
17 aprile – 3 maggio 2014

Mia Benedetta
Corpi Visibili

Con un testo in catalogo di Antonio Pascale

Opening giovedì 17 aprile, ore 19:00-22:00
Con un interevento di Teresa Ciabatti

Fino al 3 maggio 2014; dal martedì al sabato 11:00-19:00; lunedì 15:00-19:00

s.t. foto libreria galleria ospita nei suoi spazi Corpi Visibili, la prima mostra personale dell’attrice romana Mia Benedetta. La raccolta si compone di due sezioni: una parte è costituita da foto scattate sulle spiagge della Puglia, terra di origine dell’autrice, mentre la seconda rappresenta una selezione di scatti eseguiti nelle metropolitane di New York, Roma, Parigi e Milano.
Le fotografie immortalano corpi colti di sorpresa, sia in movimento sia in momenti di attesa o di riposo; in esse, come accade al cinema, lo sguardo del personaggio ritratto non è mai rivolto verso l’obiettivo.
La scelta dei soggetti ricade spesso su corpi pieni e accoglienti. L’abbondanza della carne rappresenta per Mia Benedetta un tratto costitutivo della verità del visibile, e rispecchia un suo interesse specifico verso le forme tipiche della figura materna, imperfetta e asimmetrica quanto vitale. “Il nostro immaginario”, sostiene “è abituato a vedere o ad immaginare dei corpi perfetti, e di perfezione si muore”.

Nel suo lavoro di attrice, Mia Benedetta ha studiato a lungo bioenergetica, un metodo che punta sull’integrazione tra il linguaggio del corpo e le emozioni che si provano. La fotografia si offre allora come un ulteriore occasione per indagare e raccontare la trama di emozioni della nostra esistenza corporea: per una volta l’interprete ci propone il suo punto di vista sulla natura umana, senza essere chiamata ad entrare in scena, ad esibire il proprio repertorio di pose.

Corpi Visibili è anche il titolo del libro che accompagna la mostra. La pubblicazione comprende una più ampia selezione della serie dei bagnanti ed è corredata da una prefazione dello scrittore Antonio Pascale: “La nostra quotidiana fonte di salvezza e di conforto non può essere la bellezza, quella se appare, appare a sprazzi e poi passa. Meglio sarebbe affidarci alla ricerca e all’inquietudine, c’è più gusto oltre a una maggiore (più vitale) percentuale di conoscenza. Le foto di Mia Benedetta mostrano corpi concentrati in due ambienti, al sole e al buio: spogliati o vestiti. Chi sono? dove vanno? Perché hanno quella postura? Cosa ci dicono? La risposta non è scontata, né assicurata, di sicuro funziona il metodo: l’inquietudine conoscitiva al posto della bellezza cristallizzata”. 

     mostre



  , , ,