Christiane Seiffert – Io: Berlino


s.t. foto libreria galleria, Roma
13 novembre– 13 dicembre 2009

La mostra ‘Christiane Seiffert – Io: Berlino’ presenta il lavoro che l’artista tedesca ha dedicato a Berlino, sua città di residenza. La Seiffert, di cui s.t. ha tenuto la prima personale in Italia nel dicembre del 2007, realizza dittici costituiti dall’accostamento di due immagini formato cartolina: la prima immagine è una semplice cartolina postale su cui è riprodotto un edificio, un monumento, un paesaggio significativo di un luogo geografico o, in questo caso, della città di Berlino. A questa immagine ‘turistica’ l’artista accosta un auto-ritratto in cui lei stessa si trasforma, attraverso minimi accorgimenti, nell’edificio, nel monumento o nel paesaggio riprodotto sulla cartolina postale

Christiane Seiffert ci presenta così la sua versione personalissima della grande metropoli nella serie di dieci dittici realizzati elaborando set minimali costruiti con materiali appartenenti al suo vissuto quotidiano. Posizionandosi al centro di uno spazio fittizio, creato molto spesso ricorrendo ad un lenzuolo che definisce lo spazio, l’artista si circonda dei giocattoli della figlia – bambole ed automobiline – e degli strumenti quotidiani – mestoli e pentole – per ricreare il contesto della finzione di cui lei sola è assoluta protagonista.

Sfruttando i sentimenti di partecipazione ed imitazione che le suscitano gli oggetti, la Seiffert lavora sull’empatia ed assume da prima la posizione più vicina a quella dell’oggetto che vuole rifare e modula poi la propria espressione su quella che ritiene essere la più adatta all’oggetto riprodotto sulla cartolina. Riuscendo a animare ciò che non lo è l’artista riesce a conferire al monumento, al luogo, allo spazio urbano una pulsazione vitale e così, sotto i nostri occhi e nel confronto tra due immagini, cogliamo il piacere a scardinare la distinzione tra esseri e cose, tra persone ed oggetti che molto deve alla poetica dada ed al lavoro sul corpo di ambito femminile

Ri-percorrendo i luoghi simbolici della città novecentesca prima e dopo la guerra, prima e dopo la divisione della metropoli in due parti in seguito all’erezione del Muro, la Seiffert guarda a Berlino  con ironia e passione, giocando a farsi lei stessa porta di Brandeburgo, stazione della metropolitana Banhof Zoo, orso araldico, opera dell’artista Kate Kollowitz, uccisa qui negli anni ’20 del XX secolo. In questa inaspettata declinazione al femminile della capitale dell’ex Reich anche i simboli legati alla storia della città e dei suoi conflitti acquistano una nuova dimensione, caratterizzata da una freschezza di sguardo e da una sottile ironia che rende Berlino, ancora una volta, il luogo in cui il nuovo può sempre ancora succedere senza che ci sia sempre la Storia con la S maiuscola a raccontarci, ancora oggi, questa città.

 

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