Superstudio

Superstudio nasce a Firenze come studio di architettura nel dicembre del 1966 grazie a Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, in seguito si aggiungono al gruppo Roberto Magris, Piero Frassinelli, Alessandro Poli e Alessandro Magris. I membri fondatori sono studenti dellUniversità di Firenze e diventano parte fondamentale del movimento radicale di fine anni ’60.
Il 1966 è un anno critico per la città di Firenze che viene segnata profondamente da un’alluvione disastrosa.
Dal fango di quell’alluvione nasce Superstudio un collettivo di giovani studenti di architettura il cui manifesto esposto nella prima mostra afferma “La Superarchitettura è l’architettura della superproduzione, del superconsumo, della superinduzione al consumo, del supermarket, del superman, della benzina super. La Superarchitettura accetta la logica della produzione e del consumo, operando su di essa un azione di demistificazione”.
L’architettura viene vista come uno strumento per cambiare il mondo e la società in pieno stile avanguardistico. L’architettura radicale in particolare, di cui i Superstudio fanno parte, considera come primo elemento essenziale per il cambiamento la complessità e intravede nella molteplicità dei linguaggi un fattore positivo. Questo punto di vista li accompagna nei progetti iniziali racchiusi tra il ’65 e il ’68.
Natalini stabilisce le tre categorie di ricerca base: l’architettura dei monumenti, l’architettura delle immagini e l’architettura tecnomorfa. Da questo punto di partenza Superstudio elabora i lavori di architettura concettuale e i vari progetti che racchiudono tutti questi ambiti vengono raccolti nel primo catalogo “Un viaggio nelle regioni della ragione”.
Con la mostra “Superarchitettura” organizzata insieme agli Archizoom, altro gruppo radicale, si inaugura l’attività sperimentale che continua negli anni successivi e incrocia trasversalmente design, video e progetti utopici. Nel 1971 realizzano “Monumento Continuo” un modello architettonico per un urbanizzazione totale. Nello stesso anno realizzano le “Dodici città ideali” e nel 1973 “Cinque storie del Superstudio: vita, educazione, cerimonia, amore, morte” dove “utopia, pessimismo e ironia si integrano a una ricerca volta alla demistificazione del linguaggio e a una rifondazione teorico-filosofica dell’architettura”.
Molti dei loro progetti vengono pubblicati sulla rivista Casabella. Nel 1969 danno vita a un seminario “S-Space” insieme al gruppo 9999 presso lo Space Eletronic di Firenze, mentre nel 1972 con un progetto abitativo partecipano alla mostra “Italy: the new domestic landscape” e alla “XV e XVI Triennale” di Milano.
Nel 1973 co-fondano insieme ad altri esponenti del movimento radicale i laboratori della Global Tools.
Superstudio esiste come gruppo fino al 1986 dopodichè i membri si sono sciolti di comune accordo una volta compiuto vent’anni d’attività.

Biografia pubblicata su edueda.net

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