Fausto Giaccone

Fausto Giaccone, di padre siciliano e madre toscana, nasce nel giugno 1943 a San Vincenzo, vicino a Livorno, paese d’origine materna, dove la famiglia è sfollata per sfuggire ai bombardamenti su Palermo che precedono lo sbarco alleato. Cresce a Palermo, dove frequenta il liceo classico.
È da una Sicilia da anni Cinquanta, che, subito dopo gli esami di maturità, nell’estate del 1961, parte zaino in spalla e macchina fotografica al collo per il Nord Europa. Questo viaggio sarà un’esperienza esaltante e un grosso momento di crescita. Sulle strade fra Copenhagen e Capo Nord incontra decine di giovani nomadi internazionalisti, entrando in contatto con quella cultura alternativa che comincia a diffondersi per l’Europa anche sull’onda della lettura degli autori americani della beat generation. È in questo viaggio che nasce il desiderio di “conoscere il mondo” e rappresentarlo che guiderà le sue scelte successive.
Al rientro a Palermo si iscrive alla facoltà di architettura, senza avere però le idee chiare sul suo futuro. I suoi interessi vanno dall’architettura al cinema, alla fotografia. Pur essendo emotivamente molto legato alla Sicilia e a Palermo, con cui resterà sempre in stretto contatto, il desiderio di conoscere il mondo lo spinge, nel 1965, a trasferirsi nella capitale per continuare gli studi alla facoltà di Valle Giulia. Roma in quegli anni è il crogiuolo culturale delle idee e dei movimenti che, nati nel primo dopoguerra, giungeranno a compimento negli anni Settanta. L’ambiente in cui Fausto Giaccone si muove spazia fra la facoltà di architettura, il Filmstudio 70 di Annabella Miscuglio e Americo Sbardella e la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Ed è soprattutto il mondo dei movimenti giovanili che si vanno mobilitando nelle prime occupazioni delle facoltà e nelle manifestazioni di piazza contro la guerra del Vietnam.
Suoi primi riferimenti ispirativi in fotografia sono Eugene Smith e i fotografi dell’agenzia Magnum –che conosce attraverso le riviste americane, dal momento che allora, in Italia, quasi non esistono libri di fotografia– come anche gli autori che vede pubblicati su “Il Mondo” e conoscerà poi personalmente: Enzo Sellerio, Franco Pinna, i fratelli Antonio e Nicola Sansone, Calogero Cascio, Caio Garrubba e Mario Dondero.
È solo con l’esplosione delle lotte studentesche del ‘68 che la fotografia diventa per Fausto Giaccone una scelta di vita e una professione. Sono quegli avvenimenti a fargli capire che ciò che gli interessa è documentare per la storia. È con questa nuova consapevolezza che segue prima il terremoto nel Belice, poi gli episodi chiave delle lotte del movimento studentesco romano. Tra agosto e ottobre trascorre due mesi in Egitto e Giordania, dove porta a termine, insieme al giornalista dell’“Astrolabio” Italo Toni, il primo servizio mai realizzato sui feddayn palestinesi (pubblicato da “Paris Match” e da altre testate estere). In autunno, infine, segue le rivolte nei comuni barbaricini in Sardegna.
Questi servizi di carattere sociopolitico, realizzati in maniera autonoma, vengono pubblicati da varie testate di sinistra (“Rinascita”, “Mondo Nuovo”, “Vie Nuove”, “Paese Sera”) e soprattutto dal settimanale diretto da Ferruccio Parri, “L’Astrolabio”, dove Mario Signorino, vicedirettore responsabile, ha radunato attorno a sé, accanto a nomi affermati del giornalismo, astri nascenti come Tiziano Terzani e dà spazio anche alla migliore fotografia italiana.
A Milano entra in contatto con i fotografi indipendenti Uliano Lucas e Massimo Vitali. Prende contatti con agenzie milanesi e inizia a realizzare servizi in giro per l’Europa – come, nel 1970, la Gran Bretagna del post ‘68 e il festival dell’Isola di Wight – o, insieme al collega Mario Orfini, l’Ungheria del 1970 e, in Irlanda, le isole Aaran.
Gli anni settanta si aprono con una frattura nella vita di Fausto Giaccone: il servizio militare, rimandato fino all’estremo, interrompe violentemente il suo percorso professionale ancora agli inizi e rappresenta inoltre un’enorme contraddizione rispetto a tutte le sue scelte di vita.
Riprendere il filo della propria esistenza e della propria professione dopo questa interruzione significa anche cercare di trovare uno spazio in un paese che, pur tra fermenti politici e culturali innovatori, va incontro a una lunga stagione violenta e al terrorismo. Documentare questa storia in cui non si identifica gli crea disagio e nel tentativo di risolvere questo conflitto percorre diverse strade.
Da un lato, dal 1972 al 1978 inizia a collaborare con il cinema e la televisione, sia come fotografo di scena che come assistente operatore. Ciò che lo interessa maggiormente in questo campo è poter riprendere il filo della “conoscenza del mondo”, occasione che gli si offre con documentari come Le montagne del mondo, di Carlo Mauri, in Sud America, e Magia d’Africa, di Achille Mauri, sulla cultura del Benin.
Dall’altro contribuisce a organizzare, insieme ad altri giovani fotografi (Paola Agosti, Sandro Becchetti, Dario Bellini, Tano D’Amico, Tatiano Maiore, Romano Martinis), un’agenzia cooperativa coordinata da Franca De Bartolomeis, che dialoga con una struttura analoga a Milano, diretta da Aldo Bonasia.
In questo periodo nasce la collaborazione con “Noi Donne”, il settimanale dell’UDI, che durerà fino alla fine degli anni Settanta. Quest’attività lo porta a viaggiare per l’Italia entrando in contatto con le più diverse realtà femminili.
L’estate del 1975 lo trova in Portogallo, dove, sotto gli occhi di reporter di mezzo mondo, sono in atto i profondi rivolgimenti sociali messi in atto dalla rivoluzione dei garofani e dalla dissoluzione delle colonie. In agosto, grazie a un caso fortuito, si trova ad essere l’unico testimone di un episodio di occupazione delle terre nell’Alentejo in seguito alla Riforma agraria varata dal nuovo sistema politico. È un’esperienza illuminante, che riattiva emozioni e ricordi, coscienti e meno coscienti, di un’infanzia trascorsa nella Sicilia delle occupazioni dei latifondi del secondo dopoguerra. Da questa esperienza, approfondita da un secondo viaggio del 1986 negli stessi luoghi alla ricerca dei protagonisti di quelle storiche giornate, nasceranno il libro Una storia portoghese e l’omonima mostra che, inaugurata a Palermo nel 1987, girerà numerose volte in Portogallo tra il 1988 e il 2006.
La documentazione dell’avvenimento e la successiva riflessione, realizzate da Fausto Giaccone nella stesura del libro, hanno trasformato l’avvenimento in un simbolo della rivoluzione portoghese, come dimostrerà la messa in onda, il 25 aprile 2011, anniversario della stessa, del documentario della televisione portoghese Longe de Abril, dedicato al libro e girato sui luoghi e con l’autore.
Invece la vita immediata del servizio rimane molto limitata: data la pretesa dell’autore di controllare anche i testi di accompagnamento delle fotografie, l’unica pubblicazione è sul quotidiano “Lotta continua” del 26 settembre 1975 in occasione dell’ultima condanna a morte di prigionieri politici da parte del regime franchista.
Il decennio si conclude con il primo viaggio negli Stati Uniti, che, nel 1981, gli permetterà di entrare direttamente in contatto con l’esperienza della fotografia americana.
Anche gli anni Ottanta si aprono all’insegna di una dicotomia.
Fausto Giaccone si trasferisce a Milano, dove si susseguono le committenze giornalistiche soprattutto da parte di periodici come “Panorama” ed “Epoca”. Si tratta di incarichi che presuppongono rapidità e affidabilità, caratteristiche che, pur facendogli affinare un lato fino ad allora sottovalutato della professionalità, gli impediscono però una progettualità più personale. Di contro si intensificano le collaborazioni con i mensili di viaggio (“Gente viaggi”, “Week End Viaggi”, “Atlante”), che gli permettono invece di fare progetti più a lungo termine e richiedono maggiore impegno propositivo. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni dei Novanta, dopo la nascita delle due figlie, Giaccone sembra tornare alla sua ispirazione. Il mercato editoriale fiorente gli permette di prendere in mano l’iniziativa e riprendere la sua esplorazione del mondo. Anziché continuare ad accettare le committenze, è lui a ideare e presentare dei progetti differenziati a riviste di diverso taglio. Scelta un’aerea geografica, individua una serie di temi che propone singolarmente ad alcune riviste italiane, mentre per l’estero trova una distribuzione internazionale entrando a far parte dell’agenzia Anzenberger di Vienna. Questo modo di procedere, oltre ad essere caratterialmente a lui più congeniale, gli permette prima di tutto di non dover rincorrere l’attualità e di potere approfondire i temi, ma soprattutto di poter realizzare, oltre ai servizi specifici per cui ha trovato una committenza, lavori più personali.
Nascono così svariati servizi di ispirazione letteraria (la Liegi di George Simenon, la Polinesia di Paul Gauguin, la Lowell di Jack Kerouac) o a carattere antropologico-culturale (le colonie dei Mennoniti in Paraguay, le Missioni gesuitiche in America Latina, le culture del Rio delle Amazzoni da Belém a Iquitos).
Alla fine degli anni Novanta, collaborando soprattutto col mensile “Bella Europa”, segue il fiorire delle nuove architetture in Europa, da Bilbao a Rotterdam, da Valencia a Berlino. Ma tutti questi elementi si intersecano e sovrappongono nel corso dei decenni, sviluppandosi a volte in ciclici ritorni.
Vi sono poi tre luoghi che sono diventati per Giaccone dei luoghi dell’anima, in cui la professione è diventata vita.
Il Portogallo, esplorato nel corso degli anni in tutte le sue declinazioni, dopo il primo incontro durante la rivoluzione.
Berlino, scoperta mentre cade il muro e da allora seguita nel suo continuo cambiamento. Qui gli capita, a tratti, di riconoscere degli scorci o delle atmosfere che credeva di aver dimenticato e che aveva invece incontrato alla fine degli anni Settanta, all’ovest o all’est.
La Colombia, visitata la prima volta alla fine degli anni Ottanta e percorsa poi in lungo e largo realizzando servizi fotogiornalistici, e infine messa a fuoco e ri-conosciuta filtrandola attraverso l’opera letteraria di Gabriel García Márquez. Fino ad arrivare, nel 2010, al progetto di un libro sul mondo dello scrittore.

Monografie
Una storia portoghese, introduzione di Antonio Tabucchi; galleria Randazzo/Focus, Palermo 1987 (testo italiano e portoghese), seconda edizione
Uma Historia Portuguesa, Festival Sete Sois Sete Luas, Pontedera 1999 (testo portoghese)
Architecture, (portfolio sull’architettura europea a cavallo del nuovo secolo), Anzenberger, Vienna 2000
O Sabor do Tempo e do Vinho, (catalogo) Castro Verde, Portogallo, 2006 ‘68 Altrove, (catalogo), Noceto 2008
Macondo, il mondo di Gabriel García Márquez (Postcart, Roma,2013)
Volti di Cavallino-Treporti
, Edifir 2013.Questo lavoro nasce all’interno del progetto del comune della laguna veneta Cavallino Treporti, che dal 2008 incarica ogni anno un autore diverso per raccontare il proprio territorio. Gli altri autori fin qui incaricati sono stati, Marco Zanta, Franco Fontana, Guido Guidi, Giovanni Chiaramone, Filippo Romano, Olivio Barbieri. Il progetto è ancora in corso nel 2015.

Libri collettivi
Cilento, con Francesca de Bartolomeis, Roma 1972 Mafia, Idea Edition, Milano 1978
La contestazione, Idea Edition, Milano 1978
Portugal 1974-75, regard sur une tentative de pouvoir populaire, Ed. Hier & Demain, Paris 1979
Fare l’amore non la guerra, Gammalibri, Milano 1980
A sud del Sahara: fotografi italiani in Africa, catalogo, Milano, 1980
L’informazione negata, Dedalo libri, Bari 1981
Storia fotografica del Partito Comunista italiano, Editori Riuniti, Roma 1981
Fotografi siciliani, (catalogo) Randazzo/Focus, Palermo 1986 Volto d’Autore (catalogo), Torino 1988
E la terra sia un colloquio universale, Petruzzi Editore, Città di Castello 1992
Enciclopedia della Sociologia, Jaca Book, Milano 1997
Anzenberger, 22 Photographers, Edition Stemmle AG, Kilchberg/Zurich 1997
Il secolo delle donne, Laterza, Bari 2001
Fotogiornalismo in Italia – 1945-2005 (catalogo, a cura di Uliano Lucas), Torino 2005
Italia 1945-2005, Le grandi fotografie della nostra storia, edita da Hachette/Contrasto, Milano 2006
Let The Children Play , Milano 2007
‘68. Un anno di confine, a cura di Uliano Lucas, Rizzoli, Milano 2008
Sguardi Forestieri. I grandi fotografi in Sardegna, Imago Multimedia, Nuoro 2008. La fotografia in Sardegna. Lo sguardo esterno 1960 – 1980, Ilisso Editore, Nuoro 2010
Contatti – Provini d’autore, (a cura di G. De Gasperis), Postcart, Roma, 2012

Mostre personali
Castiglione di Paludi. Un patrimonio da valorizzare, Paludi, Cosenza 1980 Sicilia, 1968-1982, Salemi, 1982
Viaggio nelle terre dei pastori, Nuoro 1982, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde
Una storia portoghese, Palermo, Galleria Randazzo/Focus 1987
Immagini del 1968, Bari 1988
O Sabor do Tempo e do Vinho, Castro Verde, Portogallo 2006. Uma Historia Portuguesa, Couço, Portogallo 25 aprile 2006 The Battle of Valle Giulia, American Academy, Roma 2008 ‘68 Altrove, Noceto (Parma) 16 ottobre 2008
In Prima persona. Fotografie dal ‘68, Prato 7 novembre 2008
‘68 Altrove, Galleria Luigi Ghirri, Caltagirone 4 dicembre 2010
Macondo, il mondo di Gabriel García Márquez, Ragusa Foto Festival, giugno 2012
Sai cos’è’isola di Wight? Foiano fotofestival, novembre 2012 Tracce di Storia, retrospettiva ad Altidona (Fermo), luglio 2013.

Mostre collettive (selezione)
A sud del Sahara: fotografi italiani in Africa, Milano 1980.
Ritratti sconosciuti, galleria Underwood, Roma 1985, insieme a Paola Agosti.
Fotografi siciliani, Palermo, galleria Randazzo/ Focus 1986, fotografie di Letizia Battaglia, Ernesto Bazan, Peppino Cappellani, Giovanni Chiaramonte, Roberto Collovà, Fausto Giaccone, Giuseppe Leone, Melo Minnella, Aldo Palazzolo, Nicola Scafidi, Ferdinando Scianna, Franco Zecchin.
Nel regno di Napoli. Fotografie per un nuovo paesaggio del Mezzogiorno d’Italia”. Spazio Immagine, Bari, 14 Maggio 1988 (anche Biasucci, Tarantini, …)
Volto d’Autore, Salone del Libro di Torino, 19-23 maggio 1988. Novanta scrittori fotografati da Paola Agosti, Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Fausto Giaccone, Ferdinando Scianna, Franco Zecchin.
Momenti di vita in Barbagia: fotografie dai primi del novecento agli anni 70, Casa dei contrafforti, Nuoro novembre 2005.
Il Fotogiornalismo in Italia – 1945-2005, Torino, XI Biennale Internazionale di Fotografia, Palazzo Bricherasio, settembre 2005.
L’immaginazione al futuro. Quelli di Valle Giulia, Facoltà di Architettura di Roma, 28 febbraio 2008 e successivamente all’Auditorium Parco della Musica, Roma
Al Lavoro, Palazzo Ducale di Genova, Luglio 2008. Mostra multimediale sui diritti negati dei lavoratori del nostro tempo.
Fotografare Parma, progetto collettivo sulla città di Parma, Palazzo Pigorini, Ottobre 2008.
Facce da Straniero. 30 anni di Fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia, Torino, Marzo 2010.
Prove di fotografia. Anni’60, anni ’70. Per il 50° anniversario della fondazione del Gruppo 63 e della rivista Alfabeta. (fondazione Mudima, Milano, 21 Ott.- 31 Ott. 2013) Anni Settanta & dintorni.Appunti di un’Italia da ricordare. (Brescia, Museo di Santa Giulia, 6/5-10/6-2014)

Principali testate con le quali collabora o ha collaborato
Italia:
“L’Astrolabio”, “Mondo Nuovo”, “Aut”, “Rassegna sindacale”, “Nuova generazione”, “Rinascita”, “Noi Donne”, “Vie Nuove”, “Paese Sera”, “L’Unità”, “Il Messaggero”, “Lotta Continua”, “L’Espresso”, “Il Mondo”, “Panorama”, “Panorama Mese”, “Epoca”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Specchio della Stampa”, “Diario”, Il Mensile di Emergency, “L’Europeo”, “Ventiquattro del Sole 24Ore”, “Io Donna” del “Corriere della Sera”, “D, La Repubblica delle Donne”, “Elle”, “Marie Claire”, “Grazia”, “Donna Moderna”, “Vera”, “Glamour”, “Airone”, “Week End Viaggi”, “Gente Viaggi”, “Panorama Travel”, “Bell’Europa”, “Qui Touring”, “Meridiani”, “Sandokan”, “Gambero Rosso”, “Gulliver”, “Dove”, “Atlante”, “Tuttoturismo”, “I Viaggi del Gusto”, “In Viaggio”, “I Viaggi di Repubblica”, Class.

Estero:
Spagna: “Geo”, “Rutas del Mundo”, “El Mundo”, “Siete Leguas”
Germania: “Die Zeit Magazin”, “Geo/Saison”, “Abenteuer&Reisen”, “Focus”, “Das Reise Magazin”, “Schöne Ferien”, “Adac”, “Gala”, “Mercedes”, “A la Carte” Francia: “Geo”, “Gala”, “Allo! Grands Reportages”
Russia: “Geo”
Corea: “Geo”
Svizzera: “Swissair Gazette”
Portogallo: “Volta ao Mundo”
Austria: “Freizit Kurier’s Magazine”, “Reise Magazin”
Stati Uniti: “New York Times Travel Magazine”, “Bon Appetit”, “The Chronicle of Higher Education”
Malesia: “Going Places”
Olanda: “NRC Handelsblad”, “Metro”

House organ: “Ulisse 2000” (Alitalia), “Arrivederci”, “Agip Review”, “Selezionando” e “Dialogo” (Telecom), “Dossier Europa” (UE), “MM” (Max Mara magazine), “MR” (Marina Rinaldi), “MED” (Club Mediterranée), “Roger” (Lauda Air), “ONE” (Jaeger Lecoultre), “Il Luogo Ideale” (Iper). “Skylines Austrian Airlines’s Inflight Magazin”, “Sabena’s Inflight Magazin”, “Lufthansa Magazine”, “Mercedes Magazin”, “The Inflight Magazin of Malaysia Airlines”.


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